Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Sindacati dicono no alla dismissione. "Nei prossimi giorni si deciderà la mobilitazione per contrastare queste scelte"spiegano Filctem, Femca, Uiltec.
Esito dell'incontro
Si è concluso con un esito negativo l'incontro svoltosi nel pomeriggio di ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) sulla vertenza dello stabilimento Pfizer di Catania. La multinazionale farmaceutica ha confermato la chiusura definitiva del reparto penicilline e l'avvio dei licenziamenti collettivi per circa 330 lavoratori su un organico di 550 dipendenti, al termine della procedura prevista a dicembre dalla Legge 234/2021. L'azienda ha inoltre escluso nuovi investimenti di sviluppo per riassorbire il personale, limitando gli interventi alla sola manutenzione e digitalizzazione della linea sterile.
Richieste di Sindacati e Ministero
“Abbiamo apprezzato la contrarietà del MIMIT che ha rifiutato la gestione passiva degli esuberi e ha chiesto di estendere la procedura a 12 mesi per cercare soluzioni industriali alternative, mettendo a disposizione gli strumenti di sostegno statale e pretendendo massima trasparenza sulle trattative di vendita e sull'Advisor incaricato” hanno scritto in un nota le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil.
La vertenza continua
“Respingiamo il piano aziendale, chiedendo il ritiro dei licenziamenti e un vero piano di rilancio per il sito. Nei prossimi giorni si terranno le assemblee dei lavoratori per decidere il pacchetto di mobilitazioni e mettendo in campo tutte le iniziative utili a contrastare queste scelte” hanno concluso le tre organizzazioni sindacali.
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