Premessa. Italia situation

IndustriAll Europe monitora con attenzione l’andamento delle transizioni green e digitale nei diversi paesi europei. L’obiettivo è quello di segnalare i ritardi e gli ostacoli al raggiungimento di una transizione giusta, capace cioè di realizzare l’obiettivo di un cambiamento efficace e anche giusto, in linea con il Manifesto per una transizione giusta, promosso dal sindacato europeo dell’industria.
Nell’ambito di questo monitoraggio, industriAll ha chiesto a Syndex di predisporre alcune schede per singolo paese, basate sui dati econometrici, ma anche sulle interviste ai sindacalisti dei diversi Paesi. Potete trovare qui, la scheda sull’Italia, dove si evidenzia come il Paese proceda nella transizione più lentamente di altri paesi e, soprattutto, come le aziende spesso non garantiscano confronto e anticipazione del cambiamento. Viene citato in esplicito il caso della chimica di base nel quale la Filctem ha condotto, e sta conducendo, una vertenza per scongiurare la dismissione completa di una tecnologia fondamentale (i cracking) per tutta la manifattura italiana.

Articolo pubblicato da Industriall Europe

La doppia transizione dell'Italia si trova a un bivio: per garantire una transizione equa saranno necessari maggiori investimenti, un vero dialogo sociale e un chiaro impegno a favore di posti di lavoro di qualità. Le ultime ricerche sulle doppie transizioni commissionate da industriAll Europe rivelano che l'Italia deve intensificare i propri sforzi affinché i lavoratori possano trarre beneficio dalla trasformazione verde e digitale.

IndustriAll Europe sta intensificando il monitoraggio di come la transizione verde e quella digitale stiano ridefinendo il tessuto industriale europeo. Con il nostro Manifesto per una transizione giusta, abbiamo definito condizioni chiare per una trasformazione che sia equa per TUTTI i lavoratori, che «non distrugga ma preservi e crei posti di lavoro di qualità» e che sia «anticipata, gestita e negoziata con i lavoratori per ogni aspetto che li riguarda».

Per approfondire questo lavoro, stiamo lanciando una nuova serie di articoli online basati sulle schede informative2 sui vari paesi redatte da Stefan Guga (Syndex) in occasione del nostro workshop "Fair Transformation" tenutosi a Sesimbra. L'Italia è il primo paese trattato in questa serie e i risultati evidenziano sia progressi che gravi rischi (Qui in originale).

La transizione in Italia sta procedendo, ma troppo lentamente

I dati statistici mostrano che nel 2024 meno di un quinto del consumo energetico italiano proveniva da fonti rinnovabili e che «il passaggio alle energie rinnovabili è molto più lento rispetto al resto dell'UE». L'industria italiana rimane fortemente dipendente dai combustibili fossili, in particolare dal gas naturale.

Il settore automobilistico sta affrontando profonde sfide strutturali. I volumi di produzione sono diminuiti del 35% dal 2019 e la quota dei veicoli elettrici a batteria sul totale della produzione rimane ben al di sotto della media UE. Anche altri settori importanti — carta, prodotti chimici, acciaio — hanno subito una «riduzione strutturale dei volumi» negli ultimi anni.

La digitalizzazione sta procedendo a un ritmo sempre più sostenuto. Quasi il 36% delle aziende manifatturiere presenta oggi un livello di intensità digitale elevato o molto elevato, e l'uso dell'intelligenza artificiale è raddoppiato in due anni. Tuttavia, questo progresso tecnologico non ha portato a un aumento dei posti di lavoro nel settore manifatturiero ad alta tecnologia. L'occupazione in questi segmenti ha subito una leggera contrazione, mentre i settori "a bassa tecnologia", come quello alimentare e dell'abbigliamento, hanno registrato una crescita.

I lavoratori devono affrontare un clima di incertezza a causa del rallentamento degli investimenti

Nonostante il settore manifatturiero abbia creato 132.000 posti di lavoro tra il 2019 e il 2024, i volumi di produzione sono diminuiti in diversi settori esposti alla transizione. I sindacati italiani mettono in guardia da un rallentamento degli investimenti nella transizione verde a causa dell'incertezza economica: un rischio evidente che l'Italia possa perdere l'occasione per una trasformazione equa e lungimirante.

Esiste un forte dialogo sociale — e va sfruttato appieno

L'Italia dispone di strutture di contrattazione collettiva consolidate, tra cui osservatori settoriali congiunti che riuniscono sindacati e datori di lavoro. I nuovi accordi del 2025 nei settori chimico, farmaceutico ed energetico istituiscono un organismo nazionale congiunto per la formazione, con l'obiettivo di aiutare i lavoratori ad adattarsi alle nuove tecnologie. Gli accordi nazionali affrontano ora in modo esplicito la transizione verde, la digitalizzazione e l'intelligenza artificiale, e prevedono la consultazione in materia di sicurezza dei dati e cambiamenti tecnologici.

Queste istituzioni costituiscono una solida base per l'Italia, ma devono essere pienamente mobilitate per guidare la transizione, anticipare le ristrutturazioni e garantire posti di lavoro di qualità.

Il messaggio di IndustriAll Europe

L'Italia può ancora realizzare una transizione giusta. Ma ciò richiede una pianificazione proattiva della transizione industriale e giusta, negoziazioni e investimenti. I lavoratori non devono essere considerati come una risorsa da sfruttare, ma devono avere voce in capitolo nella pianificazione della decarbonizzazione o della digitalizzazione. Con le politiche giuste e un dialogo sociale autentico, l'Italia può trasformare le sfide odierne in un futuro industriale sostenibile che non lasci indietro nessun lavoratore né nessuna regione. (Premessa e traduzione dell'articolo di IndustriAll a cura di Lillo Oceano, responsabile del Dipartimento Politiche Europee e Internazionali della Filctem-Cgil)