Per Filctem, Femca, Uiltec “Resta alta l’attenzione sugli esuberi e sul futuro strategico degli stabilimenti Teva in Italia”.
Si è svolto ieri l’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy tra le segreterie nazionali e territoriali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e i rappresentanti della SicorSRL (Gruppo Teva) per la procedura di licenziamento di 61 lavoratori nei siti di Rho, Caronno Pertusella e Santhià, e la cessazione delle attività per il sito di Villanterio (Pavia) con l’esubero di ulteriori 32 addetti, per un totale di 93 su circa 500 dipendenti complessivi.
Posticipata la chiusura del sito industriale di Villanterio
Al tavolo la Direzione Aziendale ha dato la disponibilità a ricercare un acquirente per il sito di Villanterio, posticipando la chiusura da luglio 2026 a dicembre 2027, con un allungamento della produzione garantita fino a marzo 2027. Per gli altri 61 esuberi, l'Azienda si è resa disponibile a ricercare soluzioni per incentivare l’esodo volontario per contenere il costo del lavoro.
Sindacati
“Esprimiamo parziale soddisfazione per il rinvio della chiusura di Villanterio, ma la guardia resta altissima. Il prossimo 15 luglio l'incontro si sposterà in Assolombarda: in quella sede verificheremo nel dettaglio le proposte aziendali sul contenimento dei costi e pretenderemo la definizione di soluzioni condivise che escludano qualunque licenziamento che non sia supportato da un piano incentivato ed esclusivamente su base volontaria” hanno spiegato le tre organizzazioni sindacali.
“La riduzione della capacità produttiva dei principi attivi farmaceutici – hanno proseguito - contrasta apertamente con le dichiarazioni del Governo e di Farmindustria, che considerano questo settore altamente strategico per la sicurezza sanitaria nazionale ed europea. Negli ultimi anni sono stati chiusi da Teva 4 siti in Italia cancellando circa 1000 posti di lavoro, si sta portando avanti uno ‘stillicidio’ occupazionale a cui il sindacato dice NO. Inoltre, il Gruppo ha deciso di mettere in vendita a livello globale l'intero asset TAPI (divisione principi attivi). Teva è contemporaneamente proprietaria e cliente principale dei siti italiani, ma preferisce acquistare i principi attivi da produttori terzi esterni piuttosto che valorizzare i propri stabilimenti, in particolare lo stabilimento di Villanterio. Evidente la strategia di voler esclusivamente ‘snellire’ i siti in funzione della vendita globale della divisione TAPI, anziché investire per recuperare efficienza e competitività”.
“Infine, accogliamo l’impegno del Ministero per la risoluzione della vertenza che ha chiesto: di garantire la continuità produttiva di tutti e 4 i siti italiani all'interno del percorso di vendita globale di TAPI, senza ulteriori tagli; di definire un arco temporale congruo per la vendita di Villanterio, fissando l'obiettivo della soluzione entro settembre 2027; di utilizzare gli ammortizzatori sociali per evitare i licenziamenti unilaterali negli altri tre siti, applicando unicamente il criterio della volontarietà. Il Mimit ha fissato per il giorno 30 settembre la verifica dello stato di avanzamento della ricerca del potenziale acquirente, e ha chiesto a Teva di sostenere attivamente l'acquisizione da parte di terzi” concludono Filctem, Femca, Uiltec.
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