L'8 giugno scorso, Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil hanno scritto una lettera al presidente del Consiglio Conte, al ministro del Lavoro Catalfo e al ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli, in cui esprimono la più profonda preoccupazione per la tenuta di un settore strategico per l'economia nazionale quale è la produzione della ceramica, nonché -prosegue la lettera-, per la ricaduta sugli assetti economici e sociali dei territori in cui la presenza delle aziende ceramiche è più significativa. I segretari generali di Filctem, Femca Uiltec, rispettivamente Falcinelli, Garofalo, Pirani con il presidente di Confindustria Ceramica Savorani, chiedono con forza al Governo misure urgenti di tutela e sostegno della continuità delle imprese che producono la ceramica, volte a garantirne la preservazione degli impianti e il rilancio delle attività, condizione imprescindibile per difendere anche i livelli di occupazione. A tal fine, ritengono necessario irrobustire la disponibilità degli ammortizzatori sociali a favore delle imprese e dei lavoratori, prevedendo una applicazione semplificata concertata con le parti sociali, in grado di scongiurare, nel breve, riduzioni di personale.
IL RILANCIO DEL MERCATO NAZIONALE DEI PRODOTTI CERAMICI

• Il settore nazionale dell'edilizia, nonostante abbia attraversato 10 anni di crisi, rappresenta ancora oggi circa l'8% del PIL ed impiega il 12% dell'occupazione italiana. Occorre ogni possibile sforzo per rilanciare questo settore anche per l'effetto moltiplicativo su molti comparti, a monte e a valle della filiera. Innanzitutto, il rilancio dell'edilizia nazionale richiede l'avvio di un massiccio ciclo di investimenti pubblici per sbloccare la costruzione di infrastrutture di cui sono già stati da tempo completati gli iter autorizzativi e la realizzazione di opere pubbliche. In particolare, tali opere devono mirare allo sviluppo dell'edilizia sanitaria e di quella scolastica dove possono essere utilizzati anche rilevanti quantitativi di prodotti ceramici nazionali se verranno adottati nei relativi bandi gli standard più avanzati in termini prestazionali e di rispetto delle normative ambientali. L'urgente avvio di tale ciclo

di investimenti richiede interventi di semplificazione amministrativa e sburocratizzazione non più rinviabili, nella salvaguardia dei diritti fondamentali delle persone e delle leggi introdotte per evitare fenomeni di infiltrazione criminale.

• Le misure contenute nel decreto rilancio di rafforzamento del bonus edilizia vanno poi nella giusta direzione soprattutto per la possibilità di trasformare le detrazioni fiscali in "sconto sul corrispettivo dovuto" e in "credito d'imposta" con facoltà di cessione, anche agli istituiti di credito e agli altri intermediari finanziari. Il "super bonus" relativo alla detrazione fiscale del 110% è sicuramente condivisibile nella sua impostazione ma appare limitato nella sua capacità di stimolare interventi di recupero edilizio. Una leva ben più incisiva per la ripartenza può invece venire dai lavori di ristrutturazione nell'edilizia residenziale (i più richiesti per le famiglie italiane) e, soprattutto, da interventi che, se equiparati a risparmio energetico, incrementino l'efficienza idrica strutturale degli edifici con un potenziale di risparmio valutabile a livello nazionale di oltre 400 mln di m3/anno di acqua potabile. Per dare un effettivo rilancio al comparto dell'edilizia e alle imprese fornitrici di materiali occorrerebbe quindi stabilizzare per alcuni anni i meccanismi di agevolazione ed innalzare sensibilmente le attuali aliquote del 50% per ristrutturazioni e 65% per interventi di efficienza energetica (non già ricadenti nel citato super bonus), estendendo quest'ultima all'efficienza idrica.

• Il mercato di riferimento del comparto della stoviglieria in ceramica e porcellana è invece nel settore dei bar, della ristorazione e della hotellerie che sta affrontando oggi una situazione particolarmente grave. La riattivazione di queste attività con le necessarie e dovute norme di sicurezza anti-contagio covid-19, dovrà essere stimolata con l'impiego di prodotti ceramici che sono ideali per sicurezza e salubrità con i processi di lavaggio previsti dalle più stringenti norme a garanzia dei consumatori.

SITUAZIONE ATTUALE DEL SETTORE CERAMICO

• l'Italia è tra i Paesi maggiormente colpiti dagli effetti del Coronavirus, sia in termini sanitari che economici.

• L'industria ceramica italiana è costituita da circa 300 imprese che producono piastrelle, sanitari, stoviglieria, laterizi, materiali refrattari e ceramici avanzati e realizzano complessivamente un fatturato di oltre 6.500 milioni di €.

• Il settore ricava, in particolare con i comparti delle piastrelle e dei sanitari, una quota di circa l'80% del fatturato da vendite all'estero e contribuisce per oltre il 5 % al saldo positivo della bilancia commerciale italiana dei manufatti non alimentari. Tale quota è cresciuta negli ultimi anni anche in conseguenza del crollo del mercato nazionale.

• Le relazioni industriali, frutto di una lunga e consolidata tradizione di dialogo sociale, hanno permesso da subito alle Parti di impegnarsi per la gestione condivisa dell'emergenza attraverso gli strumenti contrattuali e con la sottoscrizione di un Protocollo Nazionale Settoriale che individuasse linee guida volte a coniugare un'ordinata prosecuzione/ripresa delle attività con la tutela della salute dei lavoratori, assicurandone il massimo livello di protezione.

• A seguito delle misure di contenimento introdotte, la produzione è stata responsabilmente sospesa dalle imprese a partire dal 22 marzo scorso. Di conseguenza, su circa 22.000 addetti diretti circa 14.000 sono stati interessati da cassa integrazione a zero ore e 7.700 tra cassa integrazione e lavoro agile.

• La ripresa delle attività produttive è avvenuta a partire dal 27 aprile 2020, tuttavia il 50% circa dei lavoratori continua ad essere coinvolto in sospensioni, a rotazione, per cassa integrazione.

• L'assenza forzata delle imprese italiane sui mercati internazionali ha comportato l'impossibilità di evadere ordini e la perdita di quote di mercato a favore dei principali concorrenti (produttori spagnoli, polacchi, cechi, turchi, indiani, ecc.), che in molti casi non hanno mai avuto limitazioni ed in altri casi (vedasi ad es. la Spagna) hanno avuto interruzioni di pochi giorni.

• La sospensione delle attività e della presenza sui mercati ha portato ad un forte calo del fatturato e degli ordinativi che configurano una crisi economica ancor prima che finanziaria. La drastica caduta delle vendite ha poi comportato la corrispondente contrazione dei flussi di cassa in ingresso con gravissime conseguenze sulla liquidità delle imprese.

• Gli interventi introdotti dal Governo, come l'introduzione della cigo con causale "emergenza Covid- 19", sono essenziali per il settore ceramico.

Lettera al Governo


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