Un'esperienza concreta di contrasto ai fenomeni di illegalità e dumping contrattuale nel settore delle lavanderie industriali e centrali di sterilizzazione voluta da Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e Assosistema Confindustria che dal 2020 ha già contribuito all’emersione e alla regolarizzazione di situazioni di illegalità diffuse nel settore.

Un sistema basato su indici di congruità, alert economici e analisi dei principali parametri di settore, costruito per individuare situazioni potenzialmente anomale, prevenire il dumping contrattuale e favorire l’emersione dei fenomeni di concorrenza sleale.

È il modello dell’Osservatorio Nazionale sulla Legalità del settore lavanderie industriali e centrali di sterilizzazione, presentato oggi alla Camera dei Deputati da Assosistema Confindustria, Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec UIL, nell’ambito della conferenza stampa promossa e organizzata dall’On. Silvio Giovine.

L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra Parlamento, Parti sociali e Ispettorato Nazionale del Lavoro.

La scelta compiuta dalle Parti sociali nel 2020 e ulteriormente rafforzata con l’ultimo accordo di rinnovo del CCNL sottoscritto il 19 maggio 2026, è stata precisa: non limitarsi a denunciare il dumping, ma costruire un modello operativo di prevenzione e contrasto, capace di far emergere le situazioni nelle quali la competizione tra imprese rischia di fondarsi sulla compressione impropria del costo del lavoro, sull’applicazione di contratti non coerenti con l’attività svolta o sul ricorso distorto alle esternalizzazioni.

L’Osservatorio utilizza l’analisi di settore elaborata da Cerved, soggetto terzo e indipendente, per individuare valori mediani e specifici indici di congruità riferiti alle caratteristiche economiche e organizzative del comparto.

Tra i principali parametri esaminati rientrano il rapporto tra fatturato e costo del lavoro e quello tra fatturato e costo dei servizi. La lettura congiunta di tali indicatori consente di rilevare scostamenti significativi rispetto ai valori ordinari del settore e di generare alert sulle situazioni che richiedono ulteriori approfondimenti.

Gli alert possono riguardare, tra l’altro, l’applicazione di un contratto collettivo non coerente con l’attività prevalentemente svolta, il ricorso a contratti sottoscritti da soggetti non rappresentativi, un’eccessiva esternalizzazione del personale, l’impiego di cooperative spurie, fenomeni di intermediazione illecita di manodopera o altre anomalie suscettibili di alterare la concorrenza.

Gli indicatori non comportano una valutazione automatica di irregolarità, ma costituiscono una base informativa utile per individuare le situazioni che presentano maggiori elementi di rischio.

Dal 2020 a oggi, l’attività dell’Osservatorio ha prodotto risultati tangibili, contribuendo a far emergere situazioni di dumping e anomalie concorrenziali successivamente regolarizzate. Un esito importante non soltanto per il corretto funzionamento del mercato e per le imprese che rispettano le regole, ma anche per i lavoratori interessati, che hanno potuto beneficiare del ripristino delle corrette condizioni contrattuali e retributive.

In questo percorso assume un ruolo fondamentale l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, al quale ogni anno vengono trasmesse le evidenze emerse dall’attività dell’Osservatorio, insieme ai riferimenti territoriali delle imprese interessate. L’obiettivo è mettere a disposizione dell’INL un primo quadro conoscitivo utile a orientare le attività di verifica e vigilanza.

La vera sfida dell’Osservatorio non è soltanto quella di supportare l’attività di vigilanza ma soprattutto quella di sviluppare un sistema di prevenzione. L’obiettivo è consentire alle imprese, alle Parti sociali e alle Istituzioni di intercettare tempestivamente gli indicatori di anomalia, favorendo l’emersione delle criticità prima che possano tradursi in violazioni della normativa o in fenomeni di dumping contrattuale e concorrenza sleale.

Il lavoro sviluppato dalle Parti sociali assume oggi un significato ancora più attuale alla luce della necessità di garantire non soltanto il trattamento minimo, ma l’intero trattamento complessivo previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro.

Tale trattamento comprende l’insieme delle componenti economiche e normative garantite dal CCNL: retribuzione, maggiorazioni, indennità, welfare contrattuale, bilateralità, formazione, salute e sicurezza e tutte le ulteriori tutele previste dal contratto. È su questo complesso di diritti e trattamenti che dovrà concentrarsi l’attività di vigilanza dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, assicurando la piena e corretta applicazione del CCNL di riferimento.

Un’ulteriore novità rilevante introdotta con l’accordo di rinnovo riguarda la perimetrazione diretta dell’ambito di applicazione del CCNL. Il contratto deve essere individuato in coerenza con l’attività effettivamente esercitata dall’impresa, desunta dal codice ATECO, dall’attività prevalente o, nei casi in cui l’accertamento riguardi uno specifico sito produttivo, dall’attività concretamente svolta nello stabilimento oggetto di verifica.

Questo criterio consente di contrastare l’applicazione di contratti appartenenti a settori diversi e utilizzati esclusivamente per ridurre il costo del lavoro, rafforzando la trasparenza e l’efficacia dei controlli.

La lettura congiunta del Trattamento Economico Complessivo, del codice ATECO, dell’attività concretamente svolta dall’impresa e degli indici di congruità settoriali rafforza l’impostazione pratica dell’Osservatorio, mettendo a disposizione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e delle Parti sociali strumenti sempre più puntuali per orientare i controlli e, soprattutto, prevenire l’insorgere di fenomeni di dumping contrattuale e di concorrenza sleale.

Il tema riguarda un comparto strategico e ad alta intensità di lavoro. Il CCNL delle Lavanderie Industriali e delle Centrali di Sterilizzazione, sottoscritto da Assosistema Confindustria, Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec UIL, si applica a circa 30.000 addetti, garantendo livelli retributivi superiori ai minimi di garanzia e un sistema articolato di welfare, bilateralità, assistenza sanitaria integrativa, formazione e sicurezza sul lavoro.

Le imprese del comparto garantiscono inoltre servizi essenziali per la sanità, il turismo e l’industria: supportano circa 220.000 posti letto, proteggono circa 800.000 operatori sanitari, contribuiscono alla gestione di circa 9 milioni di interventi chirurgici ogni anno e servono oltre 32.000 strutture alberghiere.

Il recente rinnovo del CCNL ha ulteriormente rafforzato questo percorso, prevedendo lo sviluppo di Osservatori territoriali sulla legalità e un momento annuale di verifica nazionale. L’obiettivo è consolidare il confronto con le realtà aziendali e con gli Ispettorati territoriali, favorire l’emersione tempestiva delle criticità e rendere sempre più efficace l’azione di prevenzione e controllo.

L’esperienza maturata in questi anni dimostra che il contrasto al dumping contrattuale non può fondarsi esclusivamente sull’intervento repressivo, ma richiede strumenti di analisi, prevenzione e collaborazione tra Istituzioni e Parti sociali.

L’Osservatorio sulla Legalità rappresenta oggi un modello operativo che ha già prodotto risultati concreti nel settore e che, alla luce delle recenti innovazioni normative sul Trattamento Economico Complessivo, del rafforzamento del ruolo dell’Archivio nazionale dei contratti del CNEL e della definizione del perimetro di applicazione del CCNL attraverso i codici ATECO, può costituire una buona pratica da valorizzare anche in altri comparti produttivi.

L’obiettivo comune è promuovere un sistema nel quale la corretta applicazione del contratto collettivo non rappresenti soltanto un obbligo di legge ma diventi un elemento qualificante del mercato, capace di prevenire il dumping contrattuale, tutelare i salari e garantire una competizione fondata sui diritti dei lavoratori e sulla qualità delle imprese e non sulla compressione del costo del lavoro.

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Lavanderie industriali, modello legalità alla Camera


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