Ancora una morte sul lavoro, una donna di 50 anni, operaia, schiacciata da un macchinario nella vetreria Borgonovo di Piacenza. Secondo le prime ricostruzioni la lavoratrice è rimasta incastrata tra un nastro trasportatore ed un macchinario per movimentare i bancali dei prodotti.

“La magistratura e la procura stanno indagando per ricostruire i fatti e l’esatta dinamica di quanto è accaduto. Da inizio anno oramai sono 677 i morti sul lavoro, circa 3 vittime al giorno, siamo di fronte a una vera e propria strage senza fine”: scrivono in un comunicato le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, sulla tragica scomparsa di Nicoletta Paladini, avvenuta nella giornata di ieri.

“Una situazione non più accettabile – proseguono i Sindacati -, il lavoro non può coincidere con le morti, un lavoratore non può uscire di casa per recarvisi e non fare più ritorno dai suoi cari. Da molto tempo stiamo denunciando questa crescita continua, sia degli infortuni che dei morti sul lavoro. È ora di dire basta e portare questo argomento nelle priorità dell’agenda politica, per questo abbiamo aderito il 22 ottobre scorso a Roma alla manifestazione nazionale. Per denunciare, all’opinione pubblica e ai mass media, che tutto questo finisca. Abbiamo fatto proposte concrete per far cessare questa interminabile scia di dolore, attraverso un rafforzamento dei controlli da parte del sistema di vigilanza degli organi preposti, con un confronto e una collaborazione concreta che coinvolga anche il sindacato”.

“Vanno fatti investimenti concreti in tecnologie – continuano le organizzazioni sindacali - che possano far avvicinare allo zero la possibilità d’infortuni. La formazione e l’addestramento di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori devono far crescere la cultura della sicurezza che deve diventare fatto concreto soprattutto nelle piccole realtà; la formazione deve, inoltre, riguardare tutti, anche i datori di lavoro e occorre rispettare e far rispettare tutti i dispositivi di sicurezza. Nell’assegnazione degli appalti, prima di tutto, si deve guardare ai lavoratori e alla loro sicurezza e non al costo al massimo ribasso. Deve essere più stretto il rapporto tra i preposti aziendali e gli RLSA, attraverso un dialogo continuo che miri al raggiungimento della massima sicurezza in tutti i luoghi di lavoro”.

“Appena saputo del tragico episodio le RSU, unitamente alle strutture territoriali di Filctem, Femca, Uiltec, hanno immediatamente convocato in azienda una assemblea permanente in segno di solidarietà alla famiglia della lavoratrice deceduta e come denuncia, perché queste stragi non abbiano a ripetersi. Ci uniamo al cordoglio dei familiari e facciamo le più sentite condoglianze alla famiglia della vittima con l’obiettivo che non si verifichino più vittime sul lavoro. Con l’impegno e con ogni azione necessaria affinché lo slogan ‘lavorare per vivere e non per morire’ diventi una certezza e che la salute e la sicurezza di ogni lavoratore e di ogni cittadino sia la priorità di tutti”: conclude la nota sindacale.

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