“Il 12 e 13 maggio si sono tenuti i lavori del Comitato Contrattazione Collettiva e Politiche Sociali di IndustriAll Europe. Oltre al consueto scambio di informazioni sugli ultimi sviluppi nei diversi paesi europei,  nel corso dei lavori, in apposite sessioni e con il contributo di esperti, sono stati approfonditi: il quadro macroeconomico; il percorso di attuazione della direttiva sul salario minimo; l’attuale stato di evoluzione dell’iniziativa sul Quality Jobs Act; una analisi approfondita sull’iniziativa EU Inc (28° regime) che si rivela ogni giorno di più come una minaccia concreta ai diritti dei lavoratori”. Così ha spiegato Lillo Oceano, responsabile dipartimento internazionale Filctem Cgil, presente al comitato.

“Anche in coerenza con i temi dibattuti – ha proseguito -, durante la prima giornata il Comitato ha interrotto brevemente i propri lavori per dar modo alla delegazione di partecipare, ed esprime la solidarietà di tutti i sindacati europei, alla manifestazione indetta dalle organizzazioni sindacali belghe contro le misure di austerità annunciate dal loro governo. Dalla discussione svolta durante i lavori del Comitato, emerge in modo sempre più evidente come in tutti i paesi europei sia in corso un attacco ai diritti contrattuali, salariali e pensionistici dei lavoratori in nome della competitività. Ma la realtà mostra con chiara evidenza come le imprese europee da oltre 20 anni distribuiscono dividendi in percentuale praticamente doppia rispetto alle imprese USA e investono in ricerca e sviluppo meno della metà rispetto alle stesse imprese”.

Ha poi continuato Oceano “Il gap tecnologico che determina una quota importante del divario di competitività è, in parte significativa, causato da insufficienti investimenti in ricerca e sviluppo dovuti alla scelta di dirottare una parte crescente del reddito di impresa da questi settori e dai salari verso dividendi e rendita finanziaria. Ad aggravare la situazione, il quadro politico: dominato, sia nella UE che nei singoli Stati membri, dalle forze conservatrici e dall’estrema destra - particolarmente sensibili alle pressioni del lobbismo delle imprese – che, attraverso i provvedimenti Omnibus, stanno minando sempre più i diritti dei lavoratori conquistati negli scorsi anni. E così i tentativi di mettere in discussione: la direttiva sulla trasparenza salariale; le norme dell’AI Act; le stesse direttive sulla rendicontazione di sostenibilità;  la dovuta diligenza e persino quella di revisione sui CAE. Al contrario introducendo riforme come il 28° Regime che, se passasse così per come è stato scritto, diventerebbe un perfetto ‘Cavallo di Troia’ per eludere tutte le leggi nazionali sui diritti individuali e collettivi dei lavoratori”: ha concluso Oceano.


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